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Qual’è la via maestra per la felicità?

8 Giugno 2007


Questo è un articolo tratto da Io Donna del Corriere della Sera di un pò di tempo fa.Ogni tanto lo rileggo e…beh…mi dà serenità,qualcosa di cui un questo periodo avrei un gran bisogno….

Quando avete pensato alla vostra felicità per l’ultima volta?Da ragazzo,certo,da studentessa,ma di recente,nel bailamme di casa,lavoro,amori,figli,spese,vacanze,quando vi siete fermati a pensare:sono felice?Cosa devo fare per sentirmi felice?Nel passato il tema era materiale di riflessione per i grandi filosofi.Aristotele proponeva il giusto mezzo come strada per sentirsi realizzati.Buddha il distacco dalle sofferenze e dalle passioni.Spinoza vivere le emozioni come se noi stessi fossimo una divinità.Le religioni hanno ciascuna un set di virtù che avrebbero garantito la strada alla salvezza,se non la felicità di questa terra almeno nella vita futura.

Marcuse ci spiega come non sia possibile essere vere persone se restiamo “a una dimensione” legati al lavoro,alla sfera pubblica.Poi la riflessione sulla felicità s’è esaurita,come se ci fossimo stancati,tra guerre,delusioni,corse al consumo e droghe psicologiche,di sperare.Ora il professor Daniel Gilbert occupa un nuovo spazio di pensiero dandoci studi,tra lo psicologico e il filosofico,sulla felicità.Riparte proprio da Aristotele,giudicando sbagliate le nostre aspettative,in bene e in male.Ritiene che quando temiamo un male esageriamo i nostri timori e quando pregustiamo le gioie di un bene esageriamo preparando il terreno alla delusione.Il New York times Magazine gli dedica un lungo articolo: “La ricchezza,al di sopra del reddito del ceto medio,non offre maggiore felicità…e fare bambini spesso non ci rende più felici,ma mette a rischio il matrimonio”.In altre parole dà forza agli antichi proverbi “Il diavolo non è così brutto come lo si dipinge” e “non è tutto oro quello che luccica”.

Al di là della saggezza popolare,ognuno di noi sa bene che quando si è trovato ad affrontare situaizoni di crisi,al lavoro o in famiglia,spesso ha scoperto dentro di sè riserve di forza che non sospettava.Ed è esperienza comune realizzare quanto un evento anticipato con gioia si riveli poi mediocre:”Il Sabato del villaggio”di Leopardi imparato a scuola ha questa morale,meglio la speranza della vigilia che il risultato della festa.E allora?Il professor Gilbert sembra suggerire di limare speranze e paure,ridurle entrambe,essere più realisti.Ma soprattutto ricorda quanto sia difficile capire davvero che cosa vogliamo.E’ facile sbagliare la scommessa,desiderare quel che non ci appagherà e temere cquel che invece ci è utile.Orazio scriveva:”Strenua nos exercet inertia”una frustrazione perenne ci logora:non sentite un’attualità forte in queste parole?Chiaramente Orazio parla di noi,non solo dei Romani dell’età di Augusto imperatore.Lo scrittore Tim O’Brien,reduce del Vietnam,insegna ai suoi lettori:”Affrontate i fatti,non sfuggite alla realtà coem se ne aveste paura,guardate negli occhi la vostra vita,senza chimere e senza incubi”.E’ la strada giusta per la felicità?Non lo so.Di certo è il modo corretto per evitare le trappole delle illusioni e delle angosce e una vita vera,senza fantasmi,mi pare già più vivibile.Ho poi la speranza(ma forse cado nella trappola denunciata da Gilbert e mi illudo)che la vera felicità sia questa consapevole accettazione della nostra esistenza,un mondo in cui fare un castello di sabbia con una bambina in riva al mare contenga ogni verità.

Gianni Riotta

  1. Cippola
    10 Giugno 2007 a 0:31 | #1

    ciao Miss, ti auguro un buon fine settimana, e magari di trovare un pò di felicità :-)

  2. mila &CO
    10 Giugno 2007 a 14:04 | #2

    la felicità..sai cos’è per me?semplicemente camminare per starda e avere il sorriso stampato in faccia..svegliarmi la mattina con un bacio, mangiare chiaccherando con le persone a cui voglio bene, trovare un vestitino bellissimo a soli 5 p…insomma… e un miliardo di altre piccole cose che ora mi mancano un sacco..mi consolo con due pagine di sophie…un bacio!;)

  3. ???
    11 Giugno 2007 a 2:29 | #3

    dicono che la felicità sta nel desiderare ciò che si ha.
    in fondo non è difficile ;)

  4. uazzettina
    11 Giugno 2007 a 14:10 | #4

    Buonissima giornata Misssss!

  5. Anna Nihil
    11 Giugno 2007 a 17:45 | #5

    La via per la felicità?
    Non lo so, davvero non lo so…sono una frana a dare indicazioni stradali!!
    baci! :)

  6. flyss
    11 Giugno 2007 a 23:46 | #6

    ciao miss!!!!
    ma infatti in 3msc è lei a lasciare lui!!!!
    sin lì reggo bene no problem quando sono i maschietti a soffrire :P

    ..per il tuo post, per me la felicità adesso è non avere problemi…come dire niente buone buone nuove!!!
    baci

  7. MissMagda
    12 Giugno 2007 a 11:36 | #7

    Mi è piaciuto molto questo articolo che contiene delle verità che spesso trascuriamo anche se magari le conosciamo e sappiamo che le dovremmo applicare anche nella nostra vita di tutti i giorni!
    Ti auguro di ritrovare presto la tua serenità :)

    Miss

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